
“In testamentis plenius voluntates testantium interpretantur”
Le esigenze che la normativa successoria deve tutelare e l’immutata percezione dei vincoli familiari confermano come questa “branca” del diritto civile sia una delle più stabili esistenti, l’ennesima conferma viene da una recente pronuncia del Tribunale di Roma (Sentenza n. 9990/2023 pubbl. il 22/06/2023) che, accogliendo le eccezioni dei difensori dei convenuti (tra cui lo scrivente Studio Legale) ha accertato la natura di disposizione di legato anziché di disposizione ereditaria (“institutio ex re certa” secondo la tesi attorea) e conseguentemente ha rigettato la domanda attorea per difetto di legittimazione passiva dei convenuti.
Le peculiarità della vicenda sottostante e della sentenza sono varie e tali da renderla degna di divulgazione per la pubblica informazione oltre che interessante per gli operatori giuridici.

Il compenso dell’avvocato: competenza
Il Giudice di Pace adito per il processo nel quale l’avvocato ha prestato la propria opera è competente per le controversie in materia di liquidazione degli onorari previste dall’art. 28 ln 794/1942 e regolate dal rito di cui all’art. 14 d.lgs. N. 150/2011. Un avvocato ha proposto ricorso avverso l’ordinanza del Giudice di pace che ha rigettato per incompetenza la richiesta di liquidazione dei compensi professionali inerenti alcune procedure monitorie intraprese presso quello stresso ufficio in qualità di codifensore.

Mamma o papà? In tema di affidamento l’ascolto del minore deve essere garantito.
La Corte d’Appello di Firenze disponeva l’affido esclusivo di un bambino di 9 anni e la madre, di fronte all’affidamento in via esclusiva al padre, lamenta la mancata audizione del minore da parte dei giudici di seconde cure, che si sono limitati a ritenere sufficiente il materiale probatorio acquisito in primo grado.

L’obbligo di informazione: dal consenso dell’avente diritto al diritto all’autodeterminazione nel rapporto medico/paziente
Nel rapporto che viene a crearsi tra il medico ed il paziente, importante è il requisito del consenso libero e consapevole del paziente, quale presupposto di liceità dell’intervento e della condotta terapeutica che comunemente si definisce del “consenso informato”.

Abuso del processo se si chiedono danni all’auto e alla persona con due azioni separate
Non è consentito al danneggiato, in presenza di un danno derivante da un unico fatto illecito, riferito alle cose ed alla persona, già verificatosi nella sua completezza, di frazionare la tutela giurisdizionale mediante la proposizione di distinte domande, parcellizzando l’azione extracontrattuale davanti al giudice di pace ed al tribunale in ragione delle rispettive competenze per valore, e ciò neppure mediante riserva di far valere ulteriori e diverse voci di danno in altro procedimento.

“Riforma Cartabia”: come cambiano separazione e divorzio
Il processo civile è un tipo di processo atto a dirimere controversie che hanno come oggetto il diritto privato. Si basa sui principi del…

L’auto con la coppietta appartata finisce in mare: come determinare chi era al posto di guida?
Laddove sia accertato che la vittima di un sinistro era a bordo dell’auto assieme al soggetto che ne aveva la disponibilità giuridica, soggetto idoneo…

Se il papà non versa il mantenimento, anche i nonni materni possono essere chiamati a mantenere il nipote?
Il Tribunale di Velletri, a fronte del mancato versamento da parte di un uomo dell’assegno di mantenimento per il figlio minore fissato in sede…

Sulle condizioni al fine della concessione della sospensione necessaria ex art. 295 cpc.
L’istituto della sospensione necessaria si poggia: sulla rilevazione del rapporto di dipendenza che si effettua ponendo a raffronto…

Sosta vietata, multa illegittima se emessa fuori zona dall’ispettore dell’azienda locale di trasporto
E’ illegittima la multa per sosta irregolare, cioè senza avere pagato il parcheggio, se emessa dal cosiddetto ausiliario del traffico…
